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Cari amici, care amiche,

nubi nere si stanno addensando sopra le nostre splendide colline.

La Provincia ha deciso di riavviare il PPAE (Piano prov. Attività Estrattive) che significa sicuramente volontà di riesumare il Bacino estrattivo di Monte S. Angelo.

Abbiamo detto pù volte che il Piano era solamente sospeso e c’era da aspettarsi prima o poi una mossa del genere. Purtroppo tanti non hanno dato ascolto !!! Rimarco le gravi conseguenze che le attività estrattive, così programmate, possono portare al nostro territorio.

Non si tratta infatti di una singola cava ma di un enorme bacino estrattivo dal quale verranno asportati milioni di metri cubi di materiale. In passato piccole cave gestite da modeste imprese familiari erano frequenti nel nostro territorio. Avevano limitate potenzialità, potevano estrarre 20-30 metri cubi/anno. La stessa enorme “cava Rizzoni”, situata sotto Arcevia, nei periodi di massimo utilizzo aveva una produzione di circa 20.000 metri cubi/anno. Nell’ attuale Piano provinciale si parla di 450.000 metri cubi/anno !!!! che proiettati negli anni fanno milioni di metri cubi !!!   Sottolineo questo argomento perché il consenso dato da molti ignari cittadini è basato sulla non conoscenza della differenza fra una cava ed un bacino estrattivo.

Un bacino estrattivo è molto simile a luoghi dove hanno penato tantissimi arceviesi: bacino minerario della Ruhr, della Slesia, del Belgio, ecc.

Il Piano cave prevede di concentrare le attività in alcune aree, appunto i bacini estrattivi, per salvaguardare il resto del territorio. Queste aree sono destinate al degrado per sempre ed essendo poi “aree degradate” potranno essere utilizzate per scopi consimili.

Come al solito nè la Provincia né il Comune hanno pensato di dare pubblicità ad un procedimento così importante al fine di garantire partecipazione democratica, trasparenza, serietà. Tanto meno la Provincia ha pensato di coinvolgere le Associazioni ambientaliste, in particolare la nostra, per un giusto equlibrio di analisi e di garanzia.

Come ribadito più volte un simile enorme progetto va ad impattare in modo insostenibile sull’ intero comprensorio modificandone i caratteri fisici, economici, ambientali. Va a ribaltare un tipo di economia legata al territorio che attualmente si sta affermando ovunque, in modo particolare ad Arcevia.

Inoltre non si tiene conto dei numerosi vincoli ambientali, idrogeologici, storici, archeologici, paesaggistici che tutelano lo straordinario Monte S. Angelo al quale dobbiamo tutti un amoroso rispetto.

     Arcevia 29/nov/2018

Gianfranco Marcellini

(Pres. Italia Nostra – Sez. di Arcevia)

(Comitato Difesa Monte S. Angelo)